Home > Argomenti vari > Per Giulia

Per Giulia

19 Ottobre 2007


Domani si festeggia "il  viaggio della speranza" che inizierà il giorno 24 ottobre.

Non so come ringraziare Giulia e Franco di avermi reso partecipe della loro vita e del dramma che stanno vivendo con una forza e una volontà insuperabile.

Ai primi di maggio, cara Giulia, ci siamo conosciuti telefonicamente e hai subito avuto fiducia in me, forse avevi anche la necessità di avere qualcuno al tuo fianco.

Io sono stato felicissimo di partecipare e tu hai iniziato a chiamarmi "fratellone".

Adesso questo viaggio che sembrava lontano è una realtà; la realtà per cui tu ti sei battuta per tanti mesi. Non abbiamo raggiunto la cifra "ideale" ma si doveva partire, Riccardino, non poteva più aspettare. Anche quando sarai a Miami sicuramente il conforto e l’aiuto della gente continuerà ad arrivare, non preoccuparti.

Se ricordi ti avevo promesso di scriverti un post solo per te, mamma Giulia, ma non trovo le parole e la felicità mi offusca il cervello.

Per questo motivo inserisco questo post.

E’ "la parabola della speranza" di Tolstoiy.

Una forte stretta di mano a tutti coloro che ti sono stati vicino e a quelli che arriveranno a far parte di questa magnifica famiglia…

 

 

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket  Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket   Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket  Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

 

 

 

La parabola della speranzaPhoto Sharing and Video Hosting at Photobucket

 

In una città viveva un ciabattino, di nome Martin Avdeič. Lavorava in una stanzetta in un seminterrato, con una finestra che guardava sulla strada. Da questa poteva vedere soltanto i piedi delle persone che passavano, ma ne riconosceva molte dalle scarpe, che aveva riparato lui stesso.

 

Aveva sempre molto da fare, perché lavorava bene, usava materiali di buona qualità e per di più non si faceva pagare troppo.

 

Anni prima, gli erano morti la moglie e i figli e Martin si era disperato al punto di rimproverare Dio. Poi un giorno, un vecchio del suo villaggio natale, che era diventato un pellegrino e aveva fama di santo, andò a trovarlo, E Martin gli aprì il suo cuore.

 

«Non ho più desiderio di vivere» gli confessò. «Non ho più speranza».

 

Il vegliardo rispose: «La tua disperazione è dovuta al fatto che vuoi vivere solo per la tua felicità. Leggi il Vangelo e saprai come il Signore vorrebbe che tu vivessi».

 

Martin si comprò una Bibbia. In un primo tempo aveva deciso di leggerla soltanto nei giorni di festa ma, una volta incominciata la lettura, se ne sentì talmente rincuorato che la lesse ogni giorno.

 

E così accade che una sera, nel Vangelo di Luca, Martin arrivò al brano in cui il ricco fariseo invitò il Signore in casa sua. Una donna, che pure era una peccatrice, venne ad ungere i piedi del Signore e a lavarli con le sue lacrime.

 

Il Signore disse al fariseo: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e non mi hai dato acqua per i piedi. Questa invece con le lacrime ha lavato i miei piedi e con i suoi capelli li ha asciugati. Non hai unto con olio il mio capo, questa invece, con unguento profumato ha unto i piedi».

 

Martin rifletté. Doveva essere come me, quel fariseo. Se il Signore venisse da me, dovrei comportarmi così? Poi posò il capo sulle braccia e si addormentò.

 

All’improvviso udì una voce e si svegliò di soprassalto. Non c’era nessuno. Ma sentì distintamente queste parole: «Martin! Guarda fuori instrada domani, perché io verrò».

 

L’indomani mattina Martin si alzò prima dell’alba, accese il fuoco e preparò la zuppa di cavoli e la farinata d’avena. Poi si mise il grembiule e si sedette a lavorare accanto alla finestra. Ma ripensava alla voce udita la notte precedente e così, più che lavorare, continuava a guardare in strada. Ogni volta che vedeva passare qualcuno con scarpe che non conosceva, sollevava lo sguardo per vedergli in viso. Passò un facchino, poi un acquaiolo. E poi un vecchi di nome Stepanič, che lavorava per un commerciante del quartiere, cominciò a spalare la neve davanti alla finestra di Martin che lo vide e continuò il suo lavoro.

 

 

Dopo aver dato una dozzina di punti, guardò fuori di nuovo. Stepanič aveva appoggiato la pala al muro e stava o riposando e tentando di riscaldarsi. Martin uscì sulla soglia e gli fece un cenno. «Entra» disse «vieni a scaldarti: Devi avere un gran freddo».

 

«Che Dio ti benedica!». Rispose Stepanič. Entrò, scuotendosi di dosso la neve e si strofinò ben bene le scarpe al punto che barcollò e per poco non cadde.

 

«Non è niente» gli disse Martin. «Siediti e prendi un po’ di te».

 

Riempì due boccali e ne porse uno all’ospite. Stepanič bevve d’un fiato. Era chiaro che ne avrebbe gradito un altro po’. Martin gli riempì di nuovo il bicchiere. Mentre bevevano, Martin continuava a guardar fuori della finestra.

 

«Stai aspettando qualcuno?» gli chiese il visitatore.

 

«Ieri sera rispose Martin «stavo leggendo di quando Cristo andò in casa di un fariseo che non lo accolse con i dovuti onori. Supponi che mi succeda qualcosa di simile. Cosa non farei per accoglierlo! Poi, mentre sonnecchiavo, ho udito qualcuno mormorare: "Guarda instrada domani, perché io verrò"».

 

Mentre Stepanič ascoltava, le lacrime gli rigavano le guance. «Grazie, Martin Avdeič. Mi hai dato conforto per l’anima e per il corpo».

 

Stepanič se ne andò e Martin si sedette a cucire uno stivale. Mentre guardava, una donna con scarpe da contadina passò di lì e si fermò accanto al muro. Martin vide che era vestita miseramente e aveva un bambino fra le braccia. Volgendo la schiena al vento, tentava di riparare il piccolo con i propri indumenti, pur avendo indosso solo una logora veste estiva. Martin uscì e la invitò ad entrare. Una volta in casa, le offrì un  po’ di pane e della zuppa.

 

«Mangia, mia cara, e riscaldati» le disse.

 

Mangiando, la donna gli disse  chi era: «Sono la moglie di un soldato. Hanno mandato mio marito lontano otto mesi fa e non ne ho saputo più nulla. Non sono riuscita a trovare lavoro e ho dovuto vender tutto quel che avevo per mangiare. Ieri ho portato al monte dei pegni il mio l’ultimo scialle».

 

Martin andò a prender un vecchio mantello. «Ecco» disse. «È un po liso ma basterà per avvolgere il piccolo».

 

La donna, prendendolo scoppiò in lacrime. «Che il Signore ti benedica».

Martin sorrise e le raccontò del suo sogno e della visita promessa.

 

«Chissà, tutto è possibile» disse la donna. Si alzò e avvolse il mantello intorno a se stessa e al bambino.

 

«Prendi disse Martin porgendole del denaro, per disimpegnare lo scialle. Poi l’accompagnò alla porta.

 

Martin tornò a sedersi e a lavorare. Ogni volta che un’ombra cadeva sulla finestra, sollevava lo sguardo per vedere chi passava. Dopo un po’ vide una donna che vendeva mele da un paniere. Sulla schiena portava un sacco pesante che voleva spostare da una spalla all’altra.

 

Mentre posava il paniere sul paracarro, un ragazzo con un berretto sdrucito passò di corsa, prese una mela e cercò di svignarsela. Ma la vecchia lo afferrò per i capelli. Il ragazzo si mise a strillare e la donna a sgridarlo aspramente.

 

Martin uscì fuori. La donna minacciava di portare il ragazzo alla polizia. «Lascialo andare, nonnina», disse Martin. «Perdonalo, per amore di Cristo». La vecchia lasciò il ragazzo. «Chiedi perdono alla nonnina» gli ingiunse allora Martin.

 

Il ragazzo si mise a piangere e a scusarsi. Martin prese una mela dal paniere e la diede al ragazzo dicendo: «Te la pagherò io, nonnina».

 

«Questo mascalzoncello meriterebbe di essere frustrato» disse la vecchia.

 

«Oh, nonnina» fece Martin «se lui dovesse essere frustrato per aver rubato una mela, cosa di dovrebbe fare a noi per tutti i nostri peccati?

 

Dio ci comanda di perdonare, altrimenti non saremo perdonati. E dobbiamo perdonare soprattutto a un giovane sconsiderato».

 

«Sarà anche vero» disse la vecchia «ma stanno diventando terribilmente viziati».

 

Mentre stava per rimettersi il sacco sulla schiena, il ragazzo si fece aventi. «Lascia che te lo porti io, nonna. Faccio la tua stessa strada».

 

La donna allora mise il sacco sulle spalle del ragazzo e si allontanarono insieme.

 

Martin tornò al lavorare. Ma si era fatto buio e non riusciva più ad infilare l’ago nei buchi del cuoio. Raccolse i suoi arnesi, spazzo via i ritagli di pelle dal pavimento e posò una lampada sul tavolo. Poi prese la Bibbia dallo scaffale.

 

Voleva aprire il libro alla pagina che aveva segnato, ma si aprì invece in un altro punto. Poi, udendo dei passi, Martin si voltò. Una voce gli sussurrò all’orecchio: «Martin, non mi riconosci?».

 

«Chi sei?» chiese Martin.

 

«Sono io», disse la voce. È da un angolo buio della stanza uscì Stepanič, che sorrise e poi svanì come una nuvola.

 

«Sono io» disse di nuovo la voce. E apparve la donna col bambino in braccio. Sorrise. Anche il piccolo rise. Poi scomparvero.

 

«Sono io» disse ancora una volta la voce. La vecchia e il ragazzo con la mela apparvero e a loro volta, sorrisero e poi svanirono.

 

Martin si sentiva leggero e felice. Prese a leggere il Vangelo là dove si era aperto il libro. In cima alla pagina lesse:

 

«ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste».

 

In fondo alla pagina lesse:

 

«quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me».

 

Così Martin comprese che il Salvatore era davvero venuto da lui quel giorno e che lui aveva saputo accoglierlo.

 

 

Categorie:Argomenti vari Tag:
  1. 19 Ottobre 2007 a 18:29 | #1

    Richy, un bacione e un grande in bocca al lupo!

    Smackkkkk A.

  2. patty
    20 Ottobre 2007 a 10:35 | #2

    Dai riccardino siamo tutti con te vai in questo bellissimo viaggio della speranza

  3. Ernesto
    20 Ottobre 2007 a 11:40 | #3

    che questa festa sia bellissima e meraviglioso il viaggio

    Un mondo di auguri e felicità

  4. 20 Ottobre 2007 a 12:47 | #4

    ciao Giulia sono tornata propio ora dalla posta, finalmente ho fatto il posta pay con la famosa raccolta che io e mia madre abbiamo fatto al posto di lavoro siamo arrivate a 720 euro lo so’ sono sempre gocce ma sono contenta perche’ non credevo che arrivassi a tanto ,sappi anche che mia madre ancora sta continuando la raccolta, ha preso la storia di riccardino molto a cuore.Oggi ho chiesto alla commessa della posta se con i soldi ti arrivava anche il mio nome lei mi ha detto di no perquesto volevo farti sapere che arrivano da auchan di CATANIA…forza riccardino siamo tutti con te

  5. Giulia
    20 Ottobre 2007 a 15:47 | #5

    Grazie Patty si sono già arrivati i soldini ringraziami tutti e un bacio alla tua mamma.

    buon pomeriggio a tutti,io sono alle prese con i preparativi per la festa di stasera,accorrete numerosi!!!!!

    baci a tutti a domani.

  6. Ga.Za.
    21 Ottobre 2007 a 17:35 | #6

    Tutti la squadra dei Ga.Za. augurano a Riccardino un magnifico viaggio e una tranquillità che arriverà presto.

    Come la tua mamma Giulia sà abbiamo vinto la prima partita dopo quattro giornate.

    E’ una vittoria tutta tua come sarà il tuo futuro ricco e pieno di vittorie importanti.

    Per tutti il capitano

    Rello (Salvatore)

  7. Fulvia
    21 Ottobre 2007 a 17:55 | #7

    Un augurio enorme che questo sia il viaggio della vita per Riccardino

  8. Anna Maria e Beppe
    21 Ottobre 2007 a 18:13 | #8

    che la fortuna adesso si trasformi in realtà.

    Forza mamma Giulia e papà Franco ma sopratutto

    FORZA RICCARDINO

  9. 21 Ottobre 2007 a 21:11 | #9

    la canzone dice…quando il sole tornerà..io dico che tornerà presto per tutti voi…

    un grandissimo abbraccio

  10. Giulia
    21 Ottobre 2007 a 22:29 | #10

    Grazie a tutti per gli auguri che mi state inviando anche al mio indirizzo e.mail,siete per me vitali ormai siete nella mia vita,nel mio cuore e nella vita di tutti i giorni e spero che non vi allontenerete mai,sò che alcune volte “sparisco” ma ho avuto tanto da fare,spero che dalla Florida riuscirò ad essere più presente sul blog.

    Un grazie enorme perchè chi mi ha scritto l’ultimo post è stato un grande,ma grande amico che come dicevo qualche post fà,è unico,speciale,eccezionale,straordinario.

    Caro Enzo anche in questo post hai centrato in pieno.Baci ciao

  11. Elena
    22 Ottobre 2007 a 8:31 | #11

    io voglio pensare che questo viaggio non sia solo della speranza, voglio pensare che sia il viaggio che porti Ricky e la sua famiglia a trovare Salute, Serenità e Gioia di vivere una vita normale. vi abbraccio forte forte e vi auguro buon viaggio, io nel frattempo continuo la battaglia per voi.

    vi sono vicina e vi penserò sempre. auguri

  12. Giulia
    22 Ottobre 2007 a 9:10 | #12

    Ciao GA-ZA mi diceva il Gangio che la vittoria è stata commovente,avete urlato e gridato il nome mio figlio,grazie siete speciali vi auguro sempre la vittoria,ma non solo nel calcio ma anche nella vita,vi voglio bene ragazzi.Baci Giulia & Ricky

  13. patty
    22 Ottobre 2007 a 10:15 | #13

    ciao come vorrei essere li’ con voi a festeggiare, ma siamo un po’ distanti, ma non preoccuparti che con il pensiero e il cuore saro’ li’ con voi…FORZA RICCARDINOOOOOOOOOOOOOOOOOO baciiiiiiiiiii

  14. Simone Elena
    22 Ottobre 2007 a 16:06 | #14

    Il tempo trascorre veloce e il giorno della partenza è sempre più vicino.

    Siamo convinti che tutti speravano in questo momento.

    Un abbraccio forte al piccolo guerriero

  15. fausto d elvita
    22 Ottobre 2007 a 20:48 | #15

    una storia meravigliosa che avrà un lieto fine.

    Forza e coraggio vi hanno distinto fino ad oggi e continueranno a rendervi persone eccezionali.

  16. Andrea
    23 Ottobre 2007 a 15:04 | #16

    Questo viaggio sarà per me la speranza di tutti.

    Coraggio è solo un modo di dire, sei troppo forte di tuo

    Un bacio a Riccardino

  17. Elisa e Mario
    23 Ottobre 2007 a 15:11 | #17

    Solo tanti auguri, niente di più.

    Altro è difficile e impossibile dire

  18. Daniele e Santina
    23 Ottobre 2007 a 15:23 | #18

    Un bacio e un grosso augurio.

    Il destino sarà certamente con Voi carissimi genitori

  19. giorgio e la mia famiglia
    23 Ottobre 2007 a 15:31 | #19

    baci, baci, baci

    siamo sempre con te

  20. Ilena e Nicoletta
    23 Ottobre 2007 a 15:37 | #20

    non vediamo il momento di avere notizie da Miami.

    Sempre con voi

  21. gianna e Antonio
    23 Ottobre 2007 a 15:44 | #21

    forza piccolo guerriero, adesso è il tuo momento

  22. Anna Maria
    23 Ottobre 2007 a 15:56 | #22

    che questo viaggio sia il rimedio a tutti i vostri problemi.

    Noi ci crediamo

  23. Lucia
    23 Ottobre 2007 a 17:55 | #23

    Buon viaggio

  24. Ga.Za.
    23 Ottobre 2007 a 18:01 | #24

    Tutti noi dobbiamo ringraziare di avervi conosciuto e insieme urliamo, come di abitudine dentro lo spogliatoio: FORZA RICCARDINOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!

    Per tutti Rello

    BUON VIAGGIO E TANTI, TANTI AUGURI

I commenti sono chiusi.